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Genova, processo a Banca Carige ispettore Bankitalia: “nel cda c’era un “comitato d’affari”

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All’epoca della presidenza di Berneschi, all’interno di Banca Carige c’erano diverse cose che “ci lasciarono perplessi”. Lo ha dichiarato Vincenzo Cantarella, capo del pool ispettivo di Bankitalia che tra il 2012 e il 2013 ha condotto le due ispezioni che hanno dato il via all’inchiesta penale, che ha portato all’arresto di Giovanni Berneschi.

Oggi Cantarella ha deposto come testimone dell’accusa nel processo in cui oltre a Berneschi sono imputate altre sette persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, riciclaggio e falso.

Tra le cose che lasciarono incerti gli uomini del pool di Bankitalia, racconta Cantarella, ce ne fu una che “scandalizzò i soci francesi”. Nonostante fosse stato designato dalla Fondazione, il presidente Berneschi votava in consiglio di amministrazione con i cosiddetti ”pattisti”, un gruppo di persone “che qualcuno chiamava Comitato d’affari” e all’interno del quale sedevano i vertici di società che con “posizioni debitorie a incaglio da anni”.

Ispettore Bankitalia: “Berneschi capo indiscusso di Banca Carige”

Vicino ai “pattisti”, racconta sempre Cantarella c’erano anche altri imprenditori. “Era come se ci fosse un cerchio interno”. Insomma secondo il capo del pool investigativo Berneschi era il capo indiscusso della banca. “Qualche consigliere ci disse – racconta Cantarella – che quando Berneschi alzava la mano metà del cda era suo”.

In aula oggi anche lo stesso Berneschi, che ha rilasciato spontanee dichiarazioni. “Se avessimo fatto l’aumento di capitale nel marzo del 2013 le azioni non avrebbero perso valore” ha dichiarato, spiegando che l’operazione gli è stata impedita dai soci francesi.

Fonte: ilsecoloxix.it

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