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Genova Eni svende Versalis, lavoratori presidiano la Prefettura

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Si è tenuto stamani il presidio sotto la Prefettura di Genova indetto da Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil dopo la conferma del progetto di vendita della principale impresa chimica italiana. Una notizia arrivata al termine di un incontro che si è tenuto lo scorso 12 gennaio, presso il ministero dello Sviluppo economico, alla presenza del ministro Federica Guidi.

Lo sciopero generale di 8 ore ha interessato tutti gli stabilimenti e i siti italiani di Eni e Saipem (oltre 40 mila lavoratori coinvolti). Il principale “pomo della discordia” è la dismissione della filiera chimica cson gli stabilimenti di Versalis a Porto Marghera, Ravenna, Ferrara, Ragusa, Brindisi, Priolo, Mantova, Porto Torres e Centro ricerche.

Genova Eni vende Versalis: le preccupaizoni dei sindacati

“L’Italia, senza Versalis sotto il controllo di Eni, non sarà in grado di adeguare il proprio processo produttivo verso una chimica verde innovativa”. Questo il commento dei sindacati che si sono detti fortemente preoccupati.

C’è da considerare infatti che, in seguito alla cessione delle quote azionarie di Saipem, Eni si appresta a concentrare attività e investimenti solo nei settori della ricerca e dell’estrazione di gas e petrolio prevalentemente all’estero.

Situazione che di fatto fa perdere alla società quelle caratteristiche di azienda di “sistema” che garantisce il ciclo produttivo dell’estrazione al consumo. Un contesto in cui, fanno sapere dalle associazioni sindacali, si inseriscono le realtà genovesi con i lavoratori che esprimono solidarietà per tutti i coinvolti, consapevoli che la trasformazione dell’azienda determinerà gravi problemi occupazionali.

Fonte: ilsecoloxix.it

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